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Benvenuto Tisi da Garofalo

Nasce a Ferrara da Pietro Tisi e Antonia Barbiani. La famiglia, originaria di Garofalo (RO), località che a quel tempo faceva parte del Ducato estense, aveva ottenuto la cittadinanza ferrarese fin dal 1465.
Benvenuto Tisi da Garofalo

Racconta Baruffaldi che Benvenuto Tisi “fin da fanciullo non in altro esercizio ” si impegnava “a maniera di trastullo, che in segnare, e tingere tutti i fogli che alle mani gli pervenivano.” Il padre, dopo un’iniziale opposizione gli permise di entrare a bottega presso Domenico Panetti. In seguito peregrinò per l’Italia compiendo la propria formazione alla scuola di diversi maestri. Fu a Cremona, a Roma, a Mantova, seguendo gli insegnamenti di maestri come il Boccaccino e Lorenzo Costa. Tornò a Ferrara alcuni anni per assistere il padre malato, poi si recò ancora a Roma, dove si legò di amicizia personale a Raffaello.
Tornato definitivamente a Ferrara, iniziò a lavorare per il duca e per alcune famiglie nobili, i cui palazzi furono adornati da sontuosi soffitti affrescati dal giovane maestro. Nel 1506 gli furono pagati due dipinti commissionati da Lucrezia Borgia. Nello stesso anno eseguì i magnifici affreschi di Palazzo Costabili. Negli anni seguenti Benvenuto subì l’influenza di Giorgione e di Tiziano, oltre a quella, a tratti preponderante, di Raffaello. Dice di lui il Vasari: “Fu Benvenuto persona molto da bene, burlevole, dolce nella conversazione e paziente e quieto in tutte le sue avversità; si dilettò in giovanezza della scherma e di sonare il liuto, e fu nell'amicizie ufficiosissimo et amorevole oltre misura; fu amico di Giorgione da Castel Franco pittore, di Tiziano da Cador e di Giulio Romano, et in generale affezionatissimo a tutti gl'uomini dell'arte, et io ne posso far fede, il quale due volte ch'io fui al suo tempo a Ferrara, ricevei da lui infinite amorevolezze e cortesie”.
Ha lasciato un numero enorme di opere, il che fa pensare a un nutrito numero di allievi. Si tratta soprattutto di opere a sfondo religioso, talvolta di piccole dimensioni, con l’eccezione di poche rappresentazioni mitologiche. Le opere del Garofalo sono caratterizzate dai colori caldi e luminosi, dalla grazia delle figure e dalla cura dell’esecuzione. Negli anni trenta del Cinquecento perse l’uso di un occhio, per poi diventare completamente cieco nel 1550. Alla sua morte fu molto onorato e le celebrazioni, in Santa Maria in Vado, durarono tre giorni.
E' sepolto nel cimitero della Certosa di Ferrara.

Il Garofalo nel mondo:

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San Pietroburgo, Ermitage, Deposizione nel sepolcro, olio su tela, 53 x 75,5, ca (1520;
- San Pietroburgo, Ermitage, Nozze di Cana,  olio su tela, 306 x 248, 1531; - Londra, National Gallery, Madonna col Bambino e i Santi Domenico e Caterina, olio su tavola, 46 x 34, ca 1500 - 1510;
- Parigi, Louvre, Circoncisione,  olio su tavola, 38 x 50, ca 1519:
- New York, Metropolitan Museum of Art, San Nicola da Tolentino resuscita un bambino, olio su tela, 33 x 65, ca 1530.

Luoghi dell'autore

Argenta - Pinacoteca Civica
Vi si conserva una Madonna con Bambino tra i Santi Lazzaro e Giobbe.

Ferrara - Cattedrale
Nella terza cappella di sinistra, Madonna in trono con Bambino e Santi, nella quarta, lateralmente all’altare, Madonna liberatrice.

Ferrara - Chiesa di San Francesco, piazza San Francesco
Nella prima cappella di sinistra l’affresco La cattura di Cristo.

Ferrara - Museo della Cattedrale, via San Romano
I quattro arazzi delle Storie di San Maurelio furono eseguiti su cartoni del Garofalo.

Ferrara - Palazzo Costabili, via XX Settembre 124
Tre stanze del palazzo, ora sede del Museo Archeologico Nazionale, presentano soffitti sontuosamente affrescati dall’artista.

Ferrara - Palazzo Trotti (del Seminario), via Cairoli 32
In una delle sale si trova un magnifico soffitto affrescato dal Garofalo.

Ferrara - Pinacoteca Nazionale, Corso Ercole I d’Este 21
Possiede una collezione ricchissima di opere del Garofalo, fra cui la Strage degli Innocenti celebrata dal Vasari.

ultima modifica 13/10/2015 10:09
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