Il muretto del Castello

Da principio si può anche non accorgersene. Ma basta stare seduti per qualche minuto a un tavolino all’aperto del Caffè della Borsa, avendo davanti la rupe a picco della Torre dell’Orologio, e, appena più a destra, la terrazza merlata dell’Aranciera, perché la faccenda appaia evidente. Càpita questo. D’estate come d’inverno, col sole o con la pioggia, è molto raro che chi percorre quel tratto di corso Roma preferisca tenersi al marciapiede di fronte, lungheggiante in piena luce la bruna spalletta della Fossa del Castello […]. Potrà essere chiunque, insomma, ma non un ferrarese. Una notte del '43

Bassani, nella reivenzione narrativa, raduna a ridosso della spalletta del Castello le spoglie di tutte le vittime di quella notte; il lettore ritroverà la farmacia di Pino Barilari, testimone della strage. Pare che Bassani avesse scampato il pericolo di essere catturato, fuggendo da Ferrara.

Nel 1960 il ferrarese Florestano Vancini esordì alla regia con il film La lunga notte del '43.

Prima Tappa: Corso Ercole I d'Este

Un celebre ritratto narrativo di Corso Ercole I d’Este è tratteggiato nel famoso romanzo Il giardino dei Finzi-Contini. Un giardino mitico, che nella realtà ferrarese non esiste, ma la vasta area verde a nord della città avrebbe potuto ospitarlo!

Corso Ercole I d'Este

Seconda Tappa: Parco Massari

Il Parco Massari è noto per aver ispirato G. Bassani nella descrizione del mitico Giardino dei Finzi-Contini, luogo frutto dell'immaginazione dello scrittore, nutrito largamente anche dal Giardino di Ninfa, vicino a Roma, come ricorda la figlia Paola.

Parco Massari

Terza Tappa: La Certosa Monumentale

Un alto ritratto letterario di questo luogo spicca tra le pagine di uno dei racconti delle Cinque storie ferraresi: Gli ultimi giorni di Clelia Trotti. È lì che lo sguardo e la penna dello scrittore indugiano più che in altre opere negli spazi della Certosa, in una digressione descrittiva capace di restituirne l’atmosfera intima e sospesa.

La Certosa Monumentale

Quarta Tappa: Casa di Ludovico Ariosto

Dal 2018 la casa di Ludovico Ariosto ospita la Fondazione Giorgio Bassani, con la biblioteca dello scrittore, quella del nonno materno, gli archivi letterari e quelli relativi all'attività di presidente di Italia Nostra; si ammira la ricostruzione dello studio romano di Bassani, con la macchina da scrivere e oggetti personali e di lavoro.

Casa di Ludovico Ariosto

Quinta Tappa: Porta degli Angeli

Dalla Porta si ha una visuale completa del Parco urbano che si estende oltre le mura e occupa l'intero Barco degli Estensi, intitolato a Bassani nel 2003; è anche grazie al suo impegno come Presidente di Italia Nostra che si deve l'avvio del recupero della cinta muraria

Porta degli Angeli

Sesta Tappa: Le Mura

"È vero che ho cantato le mura di Ferrara in quasi tutti i miei libri, in prosa e in verso, ma oggi sono qui [...] non soltanto per auspicare che le mura della mia città siano salvate, ma per riaffermare che esse, le mura, rappresentano per noi un caso emblematico. Se riusciremo a salvarle, a ripristinarle come occorre che siano ripristinate, l’esempio varrà anche per le altre città italiane".

[G. Bassani, Ferrara e le sue mura, 1979]

Le Mura

Settima Tappa: Cimitero ebraico

In questo cimitero, nella sua reinvenzione letteraria, Giorgio Bassani colloca la tomba della famiglia più famosa del suo Romanzo di Ferrara: quella dei Finzi-Contini. Simbolo della famiglia anche nella sua imponenza, è citata nel prologo e dettagliatamente descritta all’apertura del primo capitolo.

Proprio qui Bassani ha scelto di essere sepolto.

Cimitero ebraico