All'interno di Palazzo Schifanoia, i visitatori possono ammirare il Salone dei Mesi, uno dei più importanti cicli di affreschi dell'Officina Ferrarese e uno degli esempi più significativi dell'arte rinascimentale della famiglia Este.

5 MINUTI DI ARTE - Palazzo Schifanoia
5 MINUTI DI ARTE - Palazzo Schifanoia
Prima Tappa: Cattedrale
L’interno del Duomo è un’esplosione di classico splendore barocco e rinascimentale, frutto di ristrutturazioni successive che hanno interessato l’abside (XVI secolo), il transetto (XVII secolo), le navate (XVIII secolo).
Il risultato è uno spazio armonioso e sontuoso, con stucchi dorati, affreschi monumentali e preziose sculture.

Seconda Tappa: Chiesa di San Francesco
L’attuale chiesa è la terza eretta in questo luogo in cui i francescani si erano insediati già nel XIII secolo e fu costruita da Biagio Rossetti a partire dal 1494.

Terza Tappa: Casa Romei
Questa casa è un esempio quasi unico di dimora signorile del secolo XV e fu costruita per il banchiere Giovanni Romei.

Quarta Tappa: Monastero Corpus Domini
Il monastero di clausura delle Clarisse conserva la sua fama per le sepolture di alcuni membri della famiglia d’Este come ad esempio Lucrezia Borgia.

Quinta Tappa: Chiesa di Santa Maria in Vado
Sorta presso un guado del Po, è documentata dal X secolo. Nel 1171 vi ebbe luogo un evento miracoloso: al momento della consacrazione, dall’Ostia sprizzarono gocce di sangue che andarono a bagnare la volta dell’allora piccolo tempio.

Sesta Tappa: Palazzo Schifanoia
Fu costruito al di fuori delle antiche mura per volere di Alberto V d’Este nel 1385 e fu più tardi trasformato
ed ampliato, soprattutto all’epoca di Borso. L’ambiente più famoso ed interessante è la Sala dei Mesi, opera collettiva di diversi pittori ferraresi della scuola di Cosmè Tura, fra cui, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti.

Settima Tappa: Civico Lapidario
Ottava Tappa: Palazzina Marfisa d'Este
Si tratta di un magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, un tempo circondata da splendidi giardini. Costruita da Francesco d’Este, la palazzina faceva parte di un più vasto complesso di edifici, uniti fra loro da un giardino non più esistente.












