Lungo l'antica Via di San Francesco oggi Via Cisterna del Follo, Via Savonarola e Via Voltapaletto, asse portante dei nuovi quartieri voluti da Niccolò II e strada elegante della città medievale, sorgono numerosi i palazzi, le case signorili e le grandi chiese.
L'itinerario ci porta, snodandosi tra queste meraviglie, ai palazzi di "delizia", costruiti dalla corte per il divertimento ed il riposo, lontano dalle cure del governo, come Palazzo Schifanoia che testimona i raffinati passatempi dei signori di Ferrara.
ITINERARIO IN SINTESI
Piazza Savonarola, Cattedrale,Palazzo Municipale, Palazzo Arcivescovile, Via degli Adelardi (1), Via Voltapaletto - Via Savonarola (2), Chiesa di San Francesco (3), Casa Romei (4), Palazzo di Renata di Francia (5), Monastero del Corpus Domini (6), Oratorio dell’Annunziata (7), Chiesa di Santa Maria in Vado (8), Palazzo Schifanoia (9), Museo Civico Lapidario (10), Palazzo Bonacossi (11), Palazzina Marfisa d’Este (12), Corso Giovecca (13).
5 MINUTI DI ARTE - Palazzo Schifanoia
All'interno di Palazzo Schifanoia, i visitatori possono ammirare il Salone dei Mesi, uno dei più importanti cicli di affreschi dell'Officina Ferrarese e uno degli esempi più significativi dell'arte rinascimentale della famiglia Este.
Tappa 8
Palazzina Marfisa d'Este
Si tratta di un magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, un tempo circondata da splendidi giardini. Costruita da Francesco d’Este, la palazzina faceva parte di un più vasto complesso di edifici, uniti fra loro da un giardino non più esistente.
L’interno del Duomo è un’esplosione di classico splendore barocco e rinascimentale, frutto di ristrutturazioni successive che hanno interessato l’abside (XVI secolo), il transetto (XVII secolo), le navate (XVIII secolo). Il risultato è uno spazio armonioso e sontuoso, con stucchi dorati, affreschi monumentali e preziose sculture.
L’attuale chiesa è la terza eretta in questo luogo in cui i francescani si erano insediati già nel XIII secolo e fu costruita da Biagio Rossetti a partire dal 1494.
Sorta presso un guado del Po, è documentata dal X secolo. Nel 1171 vi ebbe luogo un evento miracoloso: al momento della consacrazione, dall’Ostia sprizzarono gocce di sangue che andarono a bagnare la volta dell’allora piccolo tempio.
Fu costruito al di fuori delle antiche mura per volere di Alberto V d’Este nel 1385 e fu più tardi trasformato ed ampliato, soprattutto all’epoca di Borso. L’ambiente più famoso ed interessante è la Sala dei Mesi, opera collettiva di diversi pittori ferraresi della scuola di Cosmè Tura, fra cui, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti.
Si tratta di un magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, un tempo circondata da splendidi giardini. Costruita da Francesco d’Este, la palazzina faceva parte di un più vasto complesso di edifici, uniti fra loro da un giardino non più esistente.
L’interno del Duomo è un’esplosione di classico splendore barocco e rinascimentale, frutto di ristrutturazioni successive che hanno interessato l’abside (XVI secolo), il transetto (XVII secolo), le navate (XVIII secolo). Il risultato è uno spazio armonioso e sontuoso, con stucchi dorati, affreschi monumentali e preziose sculture.
L’attuale chiesa è la terza eretta in questo luogo in cui i francescani si erano insediati già nel XIII secolo e fu costruita da Biagio Rossetti a partire dal 1494.
Sorta presso un guado del Po, è documentata dal X secolo. Nel 1171 vi ebbe luogo un evento miracoloso: al momento della consacrazione, dall’Ostia sprizzarono gocce di sangue che andarono a bagnare la volta dell’allora piccolo tempio.
Fu costruito al di fuori delle antiche mura per volere di Alberto V d’Este nel 1385 e fu più tardi trasformato ed ampliato, soprattutto all’epoca di Borso. L’ambiente più famoso ed interessante è la Sala dei Mesi, opera collettiva di diversi pittori ferraresi della scuola di Cosmè Tura, fra cui, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti.
Si tratta di un magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, un tempo circondata da splendidi giardini. Costruita da Francesco d’Este, la palazzina faceva parte di un più vasto complesso di edifici, uniti fra loro da un giardino non più esistente.