Il Topino d’Ognissanti è un dolcetto tipico di Comacchio, preparato esclusivamente il 1° e 2 novembre in occasione della festa di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti.

Questo biscotto, chiamato in dialetto locale Pùnghèn Cmàscìaìs ad Sean Pièr, è legato a una curiosa leggenda: secondo la tradizione, dopo l’inaugurazione del nuovo camposanto in valle Raibosola, in epoca napoleonica, la zona fu invasa dai topi. La loro improvvisa scomparsa fu attribuita alle preghiere rivolte alla Madonna, protettrice di Comacchio.

Durante queste festività, è consuetudine preparare un numero di biscotti pari ai componenti della famiglia, così che ciascuno possa “esorcizzare” simbolicamente l’antico episodio, gustando il topino d’Ognissanti.

Il dolce ha l’impasto simile a quello della classica ciambella e la forma di un topolino. Gli occhietti sono realizzati con uva sultanina o ciliegia candita rossa, richiamando gli occhi dei topi nella notte. Una tradizione che unisce storia, leggenda e gusto, celebrando il legame tra la comunità di Comacchio e le sue usanze più antiche.