L'airone è un romanzo di Giorgio Bassani del 1968, vincitore del Premio Campiello nel 1969. La vicenda descrive una domenica d'inverno del 1947, in cui il protagonista aveva deciso di trascorrere la giornata dedicandola alla caccia. In realtà, sopraffatto da un senso di malessere e di insoddisfazione, si ritrova a vivere un drammatico viaggio interiore.

L'Airone di Giorgio Bassani
L'Airone di Giorgio Bassani
Prima Tappa: Oasi Garzaia, Via per Ferrara
MURALE – Lettura pag. 797
"Tese l’orecchio. Silenzio. Soltanto gridi lontani di uccelli invisibili, altri nel cielo”.

Seconda Tappa: Stabilimenti Idrovori, Via per Ferrara
MURALE – Lettura pag. 767
"E infine più in là ancora, molto più in là, lungo il nastro asfaltato della provinciale di Ferrara, alte di contro alla fila di pioppi indirizzati ... le esili affumicate ciminiere dello zuccherificio dell'Eridania ... e ... dell'idrovora del Consorzio Bonifiche".

Terza Tappa: Viale Papa Giovanni XXIII
MURALE – Lettura pag. 813-814
“L’airone si abbassò ancora. Ormai se ne scorgevano chiaramente le zampe magre come stecchi, tese all’indietro. Il becco grande a punta, la testa da rettile. Di colpo tuttavia …si rovesciò sul dorso e riprendendo quota, in pochi secondi scomparve in direzione del campanile di Pomposa”

Quarta Tappa: Municipio P.zza Matteotti, portico entrata
MURALE – Lettura pag. 778/779
“Ed ecco là la piazza la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice da un lato dall’altro lato la facciata rossa della Camera del Lavoro fra le vetrine ormai illuminate dei due caffè”

Quinta Tappa: Torretta P.tta Po
MURALE – Lettura pag. 793-794
“Uscire dalla cabina (telefonica) e pensare che in valle avrebbe trovato tutto ciò di cui aveva bisogno, serenità, salute del corpo e della mente, gioia di vivere ...”

Sesta Tappa: Muretto Riviera Po di Volano
MURALE – Lettura pag. 779
“E poi, più in là, l’ansa del porto fluviale, nascosta, si, fra le due rive, ma localizzabile a colpo sicuro per via delle alberature emergenti dai barconi da carico, alla fonda della darsena”.

Settima Tappa: Ex Scuole Elementari Riviera Cavallotti
MURALE – Lettura pag. 869
“Camminava in fretta deciso a non girare gli occhi verso i barconi da carico e le chiatte allineate come la mattina lungo la riva del porto fluviale”

Ottava Tappa: Ex Scuole Elementari Riviera Cavallotti
MURALE – Lettura pag. 870
“Ma non appena avvertì al suo fianco la presenza di quelle forme immobili, … non resistette alla tentazione di fermarsi e guardarle”

Nona Tappa: Ex Scuole Elementari Riviera Cavallotti
MURALE – Lettura pag. 872/873.
“Una dopo l’altra percorse diverse vie: straduncole da niente, fiancheggiate dalle piccole case a un solo piano del borgo più vecchio. Non incontrava nessuno. Dalle fessure delle imposte chiuse filtrava la luce rossastra delle famiglie povere. Non si udiva che qualche suono di radio”.

Decima Tappa: Palazzo del Vescovo Riviera Cavallotti, angolo Via Rosario
MURALE – Lettura pag. 871
“Si trattava di un antico palazzotto signorile dall’aria veneta, con quella bella facciata che dava sul canale. Dunque verso mezzogiorno…”

Undicesima Tappa: Palazzina IAT, Abbazia di Pomposa
MURALE – Lettura pag. 871
“Ma era contento, però: contento che l’abbazia fosse passata attraverso la guerra conservando intatto il suo aspetto originario di grossa azienda agricola.....Con quella torre campanaria da un lato, capace come un silo da granaglie; con quella chiesa nel mezzo che più che una chiesa faceva venire in mente un fienile..."

Dodicesima Tappa: Casa di Gavino, borgo di Volano
MURALE – Lettura pag. 798
“Sarebbe potuto rimanere a Volano, anche: se non per l’intera giornata, almeno per qualche ora. Chi lo sa forse l’uomo di Ulderico, quel Gavino, abitava proprio a Volano”.











