Data

Prezzi

Intero 15 €
Giovani (19-26 anni) 6 €
RIDOTTO: Senior (+65 anni); Gruppi (8-25 persone) 10 €

Nel 1616 papa Paolo V riconobbe a Marcello Provenzale l'invenzione di «un nuovo modo di far mosaico assai diverso et molto più bello dell'antico». Nel 450° anniversario della nascita, Cento dedica al suo artista più sorprendente una importante mostra monografica.

Nato a Cento nel 1576 e giunto a Roma sul finire del secolo, Marcello Provenzale trasforma per sempre il linguaggio dell'arte musiva. Formatosi come pittore, trova il proprio terreno d'elezione nei cantieri della Basilica di San Pietro, cuore della rinascita del mosaico tra Cinque e Seicento: decora la cupola michelangiolesca e la Cappella Clementina, realizza per Paolo V lo stemma Borghese nella navata e restaura la celebre Navicella di Giotto.

La sua abilità gli vale la protezione delle più prestigiose famiglie romane, prima fra tutte i Borghese.

Programma

Il vertice della sua arte sono i prodigiosi mosaici da cavalletto. A partire dal 1600 Provenzale mette a punto il cosiddetto mosaico in filato: smalti fusi in sottilissime bacchette vitree, tagliate in porzioni millimetriche e accostate fino a ottenere sfumature morbide e dettagli impensabili nel mosaico tradizionale. Ne nascono opere capaci di competere con la pittura e di superarla in ciò che la pittura non possiede: l'incorruttibilità della materia, che trasforma il volto sacro in oggetto eterno di meditazione.

Cuore della mostra è il Volto di Cristo (firmato OPUS MARCELLI, già del cardinale Pietro Aldobrandini e di Federico Zeri, oggi alla Collezione Grimaldi Fava di Cento), accanto ai capolavori della Galleria Borghese – la Madonna col Bambino (1600), l'Orfeo (1618), il Ritratto di Paolo V (1621) – e alla Civetta con uccelli (1615) del Museo degli Argenti di Firenze.

La mostra non dimentica le radici centesi dell'artista. Nella Collegiata di San Biagio si conserva la sua Trasfigurazione (1606), mentre l'Orazione di Gesù nell'orto, oggi in Pinacoteca, si imprime nella memoria del giovane Guercino: è proprio dal sodalizio con Provenzale che nasce il primo dipinto del Guercino a raggiungere Roma, l'Erminia soccorre Tancredi ferito (1619). Esposto per la prima volta, e restaurato per l'occasione, anche il sorprendente busto-autoritratto in bronzo che l'artista esegue un anno prima della morte.

Il progetto arriva a Cento dopo il prologo romano: dal 17 marzo al 10 maggio 2026 la Galleria Borghese – che custodisce il più ampio nucleo di opere dell'artista – ha dedicato a Provenzale una prima, apprezzata mostra dossier, riportando al centro dell'attenzione critica un maestro troppo a lungo dimenticato. A Cento la mostra torna in una veste più ampia e ricca di opere, confronti e immagini, nata da un partenariato speciale pubblico-privato tra il Comune di Cento e l'imprenditoria del territorio.