Per vivere momenti indimenticabili alla scoperta dei tanti miracoli divini che, sconosciuti ai più, hanno fatto storia e, a distanza di secoli, mantengono intatto il loro mistero. Luoghi lontano dai clamori quotidiani, dai ritmi concitati che lasciano sempre meno spazio al silenzio e alla meditazione.
Il giro in città può essere effettuato a piedi; lungo il cammino, chiese, santuari e monasteri custodiscono prodigi straordinari: ostie che sanguinano, una lastra sepolcrale da cui sgorga acqua, il pane che resiste al tempo e l’acqua che si trasforma in vino. Per raggiungere invece le località della provincia è necessario muoversi in maccchina, tra Argenta, Comacchio, Codigoro con la sua Abbazia e Bondeno
Santa Maria in Vado
L'ITINERARIO IN SINTESI
In città:Cattedrale di San Giorgio, Monastero di Sant'Antonio in Polesine, Basilica di Santa Maria in Vado, Convento del Corpus Domini, Chiesa di San Luca.
In provincia: Argenta - Santuario della Beata Vergine della Celletta; Comacchio - Santuario di Santa Maria in Aula Regia; Codigoro - Abbazia di Pomposa; Bondeno - Santuario della Madonna della Pioppa.
Primo giorno a Ferrara Cattedrale di San Giorgio - Le curiosità nascoste
Durante i restauri a seguito del terremoto del 2012, la rimozione dei rivestimenti settecenteschi dei pilastri ha riportato alla luce preziosi elementi medievali, tra cui capitelli scolpiti, mensole decorate, figure umane e fantastiche e un leone in pietra perfettamente conservato. Queste decorazioni erano rimaste nascoste per oltre 250 anni, proprio perché nel Settecento l'interno della cattedrale è stato trasformato. La scoperta ha permesso di ricostruire l'aspetto originario della cattedrale romanica e oggi qualche immagine dal passato è lasciata visibile nella navata di destra, a circa 8 metri d'altezza.
Tappa 5
Chiesa di San Luca
Nell'antica Chiesa di San Luca si venera con particolare fervore un crocifisso, scultura lignea, forse di epoca longobarda, certamente la più antica presente a Ferrara. Secondo la tradizione, il crocifisso nel 1128 all'alba del Venerdì Santo affiorò miracolosamente dalle acque del Po, venne recuperato e qui trasportato. La pietà e la religiosità popolare che si respira al santuario del S. S. Crocifisso è il regno della provvidenza divina aperta alla speranza.
La chiesa di trova in via Fabbri, 103
Tappa 1
Cattedrale di San Giorgio
La Cattedrale, costruita a partire dal XII sec., mostra i segni di tutte le epoche della storia di Ferrara.
In quest'eremo visse nel XIII secolo la principessa Beata Beatrice II, figlia di Azzo VII Novello, che morì santamente nel 1245. Il culto della Beata Beatrice è vivo anche ai giorni nostri ed è oggetto di devozione popolare per l'acqua ritenuta prodigiosa che trasuda dalla lastra sepolcrale: si raccontava che alla vigilia di avvenimenti, lieti o funesti per Ferrara, dal sarcofago della Beata provenissero rumori premonitori.
Ferrara è anche città di "Miracoli", dove l'intervento divino ha attraversato il cammino dell'uomo, lasciando un segno indelebile nella storia. Fu grazie al miracolo del Sangue (28.03.1171), avvenuto durante la messa di Pasqua quando il priore Pietro da Verona, spezzò l'ostia consacrata e vide sprizzare sangue fino a macchiare la volta sopra l'altare, che si ebbe poi la realizzazione del nuovo tempio per merito di Ercole I d'Este.
Le giornate sono scandite dalle preghiere nel bellissimo convento del Corpus Domini. L'ospite più celebre è stata Santa Caterina Vegri, che proprio qui compose "Il libro delle sette armi spirituali" e qui si può ancora ammirare il forno nel quale avvenne il miracolo del pane.
Nell'antica Chiesa di San Luca si venera con particolare fervore un crocifisso, scultura lignea, forse di epoca longobarda, certamente la più antica presente a Ferrara. Secondo la tradizione, il crocifisso nel 1128 all'alba del Venerdì Santo affiorò miracolosamente dalle acque del Po, venne recuperato e qui trasportato. La pietà e la religiosità popolare che si respira al santuario del S. S. Crocifisso è il regno della provvidenza divina aperta alla speranza.
La chiesa di trova in via Fabbri, 103
Tappa 1
Cattedrale di San Giorgio
La Cattedrale, costruita a partire dal XII sec., mostra i segni di tutte le epoche della storia di Ferrara.
In quest'eremo visse nel XIII secolo la principessa Beata Beatrice II, figlia di Azzo VII Novello, che morì santamente nel 1245. Il culto della Beata Beatrice è vivo anche ai giorni nostri ed è oggetto di devozione popolare per l'acqua ritenuta prodigiosa che trasuda dalla lastra sepolcrale: si raccontava che alla vigilia di avvenimenti, lieti o funesti per Ferrara, dal sarcofago della Beata provenissero rumori premonitori.
Ferrara è anche città di "Miracoli", dove l'intervento divino ha attraversato il cammino dell'uomo, lasciando un segno indelebile nella storia. Fu grazie al miracolo del Sangue (28.03.1171), avvenuto durante la messa di Pasqua quando il priore Pietro da Verona, spezzò l'ostia consacrata e vide sprizzare sangue fino a macchiare la volta sopra l'altare, che si ebbe poi la realizzazione del nuovo tempio per merito di Ercole I d'Este.
Le giornate sono scandite dalle preghiere nel bellissimo convento del Corpus Domini. L'ospite più celebre è stata Santa Caterina Vegri, che proprio qui compose "Il libro delle sette armi spirituali" e qui si può ancora ammirare il forno nel quale avvenne il miracolo del pane.
Nell'antica Chiesa di San Luca si venera con particolare fervore un crocifisso, scultura lignea, forse di epoca longobarda, certamente la più antica presente a Ferrara. Secondo la tradizione, il crocifisso nel 1128 all'alba del Venerdì Santo affiorò miracolosamente dalle acque del Po, venne recuperato e qui trasportato. La pietà e la religiosità popolare che si respira al santuario del S. S. Crocifisso è il regno della provvidenza divina aperta alla speranza.
La chiesa di trova in via Fabbri, 103
Esplora le tappe
Secondo giorno - Nei luoghi religiosi della provincia
Tappa 4
Bondeno - Santuario della Madonna della Pioppa
Nato come piccolo capitello nel 1680, il santuario ricorda l’apparizione della Madonna a una giovane sordomuta, che riacquistò la parola dopo aver pregato davanti a un’immagine lignea della Madonna di Loreto appesa a un pioppo. L’evento miracoloso attirò pellegrini da tutta la regione, portando alla costruzione della chiesa attuale nella seconda metà dell’Ottocento.
Comacchio - Santuario di Santa Maria in Aula Regia
Sorto già nel X secolo e da sempre luogo di culto e protezione. Nell’abside si conserva una preziosa ancona lignea che custodisce la statua della Madonna nera con Bambino in terracotta, protettrice della città e simbolo di maternità e speranza per l’intera comunità comacchiese.
Miracolo dell’acqua in vino Nel Refettorio si ammira l’affresco del Miracolo di San Guido, il beato abate che, secondo la tradizione, trasformò l’acqua in vino alla presenza dell’arcivescovo di Ravenna. Uomo di profonda cultura, San Guido guidò il monastero nel suo massimo splendore.
Nato come piccolo capitello nel 1680, il santuario ricorda l’apparizione della Madonna a una giovane sordomuta, che riacquistò la parola dopo aver pregato davanti a un’immagine lignea della Madonna di Loreto appesa a un pioppo. L’evento miracoloso attirò pellegrini da tutta la regione, portando alla costruzione della chiesa attuale nella seconda metà dell’Ottocento.
Comacchio - Santuario di Santa Maria in Aula Regia
Sorto già nel X secolo e da sempre luogo di culto e protezione. Nell’abside si conserva una preziosa ancona lignea che custodisce la statua della Madonna nera con Bambino in terracotta, protettrice della città e simbolo di maternità e speranza per l’intera comunità comacchiese.
Miracolo dell’acqua in vino Nel Refettorio si ammira l’affresco del Miracolo di San Guido, il beato abate che, secondo la tradizione, trasformò l’acqua in vino alla presenza dell’arcivescovo di Ravenna. Uomo di profonda cultura, San Guido guidò il monastero nel suo massimo splendore.
Nato come piccolo capitello nel 1680, il santuario ricorda l’apparizione della Madonna a una giovane sordomuta, che riacquistò la parola dopo aver pregato davanti a un’immagine lignea della Madonna di Loreto appesa a un pioppo. L’evento miracoloso attirò pellegrini da tutta la regione, portando alla costruzione della chiesa attuale nella seconda metà dell’Ottocento.