CURIOSITA' - Lo stile razionalista

Nell’area che si estende dall’Acquedotto monumentale a Largo Antonioni, molti edifici sono stati realizzati durante i vent’anni di regime fascista. Architettonicamente essi segnano il passaggio dallo stile eclettico allo stile razionalista.

Prima Tappa: Quadrivio via Boldini, De Pisis, Mentessi, Previati

Largo Antonioni è il cuore del cosiddetto “Quadrilatero Novecentista”, denominato anche “Quartiere razionalista” o “Quadrivio del Novecento”. Quest’area è stata concepita per riunire i principali ambiti di impegno del regime fascista a favore della cittadinanza. E' intitolato al celebre regista come omaggio della sua città nel centenario della nascita.

Quadrivio via Boldini, De Pisis, Mentessi, Previati

Seconda Tappa: Complesso Boldini

C. Savonuzzi (1935-1939) La costruzione avvenne sull’area precedentemente occupata dalla parte più occidentale della Sala di degenza maschile dell’Ospedale Sant’Anna, fondato nel 1443. Resti del preesistente ospedale si mantengono nelle cosiddette “Grotte del Boldini”: cantine quattrocentesche con volte a crociera tuttora visibili e utilizzate per iniziative culturali.

Complesso Boldini

Terza Tappa: Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”

C. Savonuzzi (1935-1937) Fu costruito riutilizzando precedenti strutture edilizie appartenenti all’antico ospedale Sant’Anna. La grande sala da concerto fu impostata sul volume e sull’impianto planimetrico dell’antica chiesa di Sant’Anna, della quale, sull’omonima piazzetta, mantiene l’antica facciata con scalea e pronao, dove si conserva anche la cella di Torquato Tasso (non visitabile).

Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”

Quarta Tappa: Museo di Storia Naturale

C. Savonuzzi, 1935-1937 Il fronte principale del Museo di Storia Naturale è costituito da un portale in pietra grigia, che nonostante la semplificazione stilistica, tipicamente novecentista, rimanda ai classici portali compositi, comprendenti il grande portone d’ingresso sormontato da un balcone a cui si accede dalla grande finestratura soprastante.

Museo di Storia Naturale

Quinta Tappa: Scuola primaria statale “Alda Costa”

C. Savonuzzi (1932-1933) La scuola, sorge all’inizio degli anni ’30, dalla necessità di riqualificare l’area dell’ex ospedale cittadino. L’intitolazione originaria al “re buono” Umberto I fu mantenuta fino al secondo dopoguerra, quando mutò in “Alda Costa”, quale omaggio alla celebre dirigente e insegnante antifascista. Caratteristica è la torre scanalata, alta 37 metri, che costituisce il punto terminale dell’asse prospettico di via Giovanni Boldini.

Scuola primaria statale “Alda Costa”

Sesta Tappa: Palazzo delle Assicurazioni Generali

F. Forlati, A. Berlese (1925-1926) Un carattere “veneteggiante” contraddistingue questo edificio che mostra il leone di Venezia assieme al simbolo delle Generali che campeggia tra il grande portone d’ingresso e il balcone d’angolo. Sono presenti il bugnato in pietra calcarea di Vicenza e riferimenti neopalladiani, con aperture art déco, come nelle decorazioni in ferro battuto della scala interna.

Palazzo delle Assicurazioni Generali

Settima Tappa: Torre della Vittoria

G. Savonuzzi, 1925-1928 Fortemente voluta da Italo Balbo, con il rifacimento di quella preesistente crollata in parte durante un terremoto. La Torre di stile neomedievale è alta 57 metri. Sulla sommità fu posta la campana, ottenuta dalla fusione dei bronzi dei cannoni austriaci. Sostenuta da sei aquile, la decorano gli stemmi del Comune e del Fascio, un'iscrizione celebrativa e le immagini dei protettori di Ferrara. Nella parte inferiore si apre un sacrario dedicato ai caduti nella I guerra mondiale.

Torre della Vittoria

Ottava Tappa: Camera di Commercio

S. Boari (1928-1929) Progettato sull’area precedentemente occupata dal primo cinema della città. Si sviluppa su due livelli. L’ingresso è evidenziato da quattro colonne che reggono il balcone al primo piano, il cui portale è arricchito da figure plastiche: si tratta delle allegorie dei fiumi Po e Reno. Il rimando complessivo è dunque ai modelli della classicità cinquecentesca.

Camera di Commercio

Nona Tappa: Ex Palazzo INA

G. Cipriani, F. Forlati, Machin (1934) L’edificio all’esterno presenta un felice connubio di materiali affiancando il laterizio locale a pietra al “ceppo policromo” del lago d’Iseo. All’interno si distingue per razionalità e comfort, ogni dettaglio fu curato sia sul piano funzionale che decorativo, influendo nella scelta dei materiali come delle forme.

Ex Palazzo INA

Decima Tappa: Palazzo delle Poste

A. Mazzoni (1927-1929) Importante polo urbano, l’edificio eccelle, oltre che sul piano architettonico, anche in tutti i suoi elementi decorativi, dagli alti lampioni metallici “alla veneziana”, che segnalano gli ingressi principali, alle decorazioni musive bicromatiche delle pavimentazioni interne.

Palazzo delle Poste

Undicesima Tappa: Ville liberty di Ciro Contini

Villa Melchiorri (1904)
Fu il primo dei villini residenziali sul nuovo viale Cavour. È caratterizzato dall’elemento ornamentale e in particolare dal motivo del cerchio, che domina nell’ingresso, assieme a quello floreale presenti anche nella cancellata in ferro battuto.
Le altre ville liberty di Viale Cavour sono: Villa Amalia (1905) e Villa Masieri Finotti (1907-1908).

Ville liberty di Ciro Contini

Dodicesima Tappa: Palazzo dell’Aeronautica

G. Gandini, 1935-1937 L’edificio dal carattere razionalista, voluto da Italo Balbo, è uno dei principali edifici del rinnovamento novecentesco di Ferrara. Tra gli elementi caratterizzanti è la collocazione dell’accesso principale sull’angolo dell’incrocio tra viale Cavour e via Ariosto. È proprio quell’angolo, arrotondato, il perno dell’intero edificio.

Palazzo dell’Aeronautica

Tredicesima Tappa: Ex Casa del Fascio

G. Gandini (1928-1930) La Casa del Fascio fu inaugurata il 23 febbraio 1931 alla presenza di Italo Balbo, del podestà Renzo Ravenna e delle più alte autorità locali. Complessivamente comprendeva in origine oltre cento stanze, elevandosi sino a 17 metri d’altezza e sviluppandosi con una pianta a corte, con un corpo centrale, destinato a sede principale del Partito fascista, e due ali laterali, riservate ai sindacati operai e degli agricoltori.

Ex Casa del Fascio

Quattordicesima Tappa: Scuola primaria statale “Mario Poledrelli”

L’edificio mostra un aspetto armonioso e rigoroso. Nasce a uso scolastico, destinazione che ha mantenuto nel tempo sino a oggi. La facciata presenta evidenti richiami alla tradizione ferrarese, nei materiali come nelle forme, tanto da far ascrivere lo stabile a quello stile ibrido locale di inizio Novecento, detto “neo-estense”.

Scuola primaria statale “Mario Poledrelli”

Quindicesima Tappa: Acquedotto monumentale

C. Savonuzzi (1930-1932) L’acquedotto è alto 37 metri, quasi interamente in cemento armato ma mostra un certo slancio e ariosità, distinguendosi subito a livello nazionale tra le opere dell’epoca. È completato dalla statua-fontana Il Po e i suoi affluenti (A. Minerbi) che riprende uno dei miti fondativi della città e del suo territorio, ovvero quello di Fetonte e delle Eliadi, cui si richiamano anche i pioppi circostanti.

Acquedotto monumentale