Il muretto del Castello

Da principio si può anche non accorgersene. Ma basta stare seduti per qualche minuto a un tavolino all’aperto del Caffè della Borsa, avendo davanti la rupe a picco della Torre dell’Orologio, e, appena più a destra, la terrazza merlata dell’Aranciera, perché la faccenda appaia evidente. Càpita questo. D’estate come d’inverno, col sole o con la pioggia, è molto raro che chi percorre quel tratto di corso Roma preferisca tenersi al marciapiede di fronte, lungheggiante in piena luce la bruna spalletta della Fossa del Castello […]. Potrà essere chiunque, insomma, ma non un ferrarese. Una notte del '43

Bassani, nella reivenzione narrativa, raduna a ridosso della spalletta del Castello le spoglie di tutte le vittime di quella notte; il lettore ritroverà la farmacia di Pino Barilari, testimone della strage. Pare che Bassani avesse scampato il pericolo di essere catturato, fuggendo da Ferrara.

Nel 1960 il ferrarese Florestano Vancini esordì alla regia con il film La lunga notte del '43.

Prima Tappa: Via Mazzini

Originariamente Via dei Sabbioni, diventa la via principale della zona di residenza della comunità ebraica di Ferrara, dove ancora oggi si trova il complesso delle Sinagoghe.
L'area poi viene scelta dal governo pontificio come zona del ghetto cittadino aperto nel 1627 e chiuso nel 1859.
Compare nel titolo del racconto di Bassani 'Una lapide in Via Mazzini'.

Via Mazzini

Seconda Tappa: Via Vignatagliata

E' proprio in Via Vignatagliata, all'angolo con Via Mazzini, che Bassani colloca una delle scene più forti sul piano emotivo delle Cinque storie ferraresi, quando Geo Josz, sopravvissuto tra i deportati a Buchenwald, schiaffeggia pubblicamente il conte Scocca, già spia della polizia fascista.

Via Vignatagliata

Terza Tappa: Via Vittoria

Prima del 1860 portava il nome di Via Gattamarcia, per via dell'abitudine di gettare in strada animali morti.
Al civico 41 aveva sede la sinagoga di rito spagnolo, citata anche ne Il Giardino dei Finzi-Contini.

Via Vittoria

Quarta Tappa: Biblioteca Ariostea

La Biblioteca Ariostea conserva il manoscritto de Il giardino dei Finzi-Contini, donato dall'avvocato Ferigo Foscari che l'aveva ereditato dalla nonna, amica dello scrittore.
Bassani l'ha frequentata in gioventù fino alla promulgazione delle leggi razziali che impedirono a lui e agli altri ebrei l'accesso al servizio.

Biblioteca Ariostea

Quinta Tappa: Centro Studi Bassaniani

Presso Casa Minerbi-Dal Sale ha sede il Centro Studi Bassaniani, grazie al lascito di Portia Anne Prebys. Il centro raccoglie libri, cartelle dello scrittore, il salotto della casa a Roma, dove Bassani ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.

Centro Studi Bassaniani

Sesta Tappa: MEIS Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah

Il luogo in cui ha sede il MEIS è il complesso delle ex-carceri cittadine, dove sono stati rinchiusi gli antifascisti, tra cui Bassani nel luglio 1943 e, dopo l'8 settembre 1943, anche cittadini di origine ebraica o antifascisti.

MEIS Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah