I casoni di Valle

I casoni di valle di Comacchio custodiscono la memoria di un mondo sospeso tra acqua e cielo. Queste abitazioni erano suddivise in due tipologie: i casoni da pesca, abitati dai vallanti, i pescatori che utilizzavano il tradizionale lavoriero per catturare il pesce, e le stazioni di vigilanza, dove vivevano i guardiani delle valli. Questi ultimi avevano il compito di sorvegliare lo specchio d’acqua e proteggerlo dai fiocinini, i pescatori di frodo che, armati di fiocine, si avventuravano di notte alla ricerca del prezioso pesce delle valli. Oggi, quei casoni raccontano storie di uomini, fatica e silenzi.

Prima Tappa: Casone Donnabona

Antica stazione di vigilanza collegata alla terra ferma da un ponte di legno. In questo casone vivevano le guardie vallive che avevano il compito di presidiare gli attigui specchi d'acqua dai frequenti furti di pesce da parte dei fiocinini. Il caratteristico nome deriva da racconti popolari: si narra che qualche donna andasse a proporsi ai guardiani del casone per allietarli durante le lunghe giornate di lavoro. Il casone è aperto al pubblico durante il week-end da marzo a ottobre.

Casone Donnabona

Seconda Tappa: Casone Fosse

Situato nei pressi dell’Oasi Valle Zavelea, dove le acque sono dolci o appena salmastre, il Casone Fosse, è visibile solo dall’esterno. Nei pressi di Oasi Valle Oasi Zavelea, si trova una torre di avvistamento da cui è possibile praticare birdwatching e osservare in tranquillità l'avifauna delle valli, tra aironi, cavalieri d’Italia e fenicotteri.

Casone Fosse